porto
Oggi, 3 dicembre 2012 decido di depubblicare lo storico di questo sito e di scusarmi con le persone che , pur non volendo, ho diffamato durante questi quattro anni di attività di blogger. Una battuta da bar é un lampo tra due frizzantini. Un'infelice battuta da bar che viene pubblicata su di un sito e permane nel web costituisce certamente un'imperdonabile colpa. Me ne scuso
Marco Ballestra
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Informati !
Chiedo ad ognuno di Voi, se possibile,  di compiere un piccolo sforzo affinchè confluisca in un grande aiuto a me e la mia famiglia. La massa notevole di processi che mi sono stati mossi contro per aver detto scomode verità, costituisce un impegno finanziario per noi insormontabile.
Grazie di cuore. Marco

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Venite a visitare l'Italia, il paese dei ladri
18 giugno 2013
24 milioni di euro per fare un sito (e la Corte dei Conti?) e si arresta ( e processa) una ragazza madre che ruba un pezzo di formaggio per fame.
Che brutto Paese che siamo diventati.

Ecco la notizia:
Italia.it è stato lanciato nel 2004 dal governo Berlusconi: l'intenzione era quella di dare vita a un portale in grado di promuovere internazionalmente il turismo del Bel Paese, ma il progetto non è mai pienamente sbocciato. Anzi, Italia.it è diventato celebre per l'ingente spreco di fondi pubblici.

Erano stati investiti 45 milioni euro: 21 milioni sono andati alle Regioni per la promozione turistica del territorio, gli altri 24 sono stati utilizzati per la creazione del sito. Che poi è stato, chiuso,

 
I soldi servono, ma la fortuna, a volte...
18 giugno 2013
ottavi-incidente
Ecco la foto di quello che é capitato qualche anno fa  a Francois Ottavi,  un amico che lavora a Breil sur Roya all'ONF(Office National des Forets).
Pensate che le uniche ferite, peraltro di superficie, se l'é procurate uscendo dallo spazio lasciato libero dal parabrezza andato in frantumi.
Andava ai 60/70 orari quando si ritrovo' fermo d'un colpo, senza capirne immediatamente il motivo.
Marco
 
Una guerra contro i soldi é, parrebbe, persa in partenza
17 giugno 2012
Con dei personaggi come Nicola Mancino, Giorgio Napolitano o Giulio Andreotti per decenni ai vertici istituzionali, di uomini affidabili ne hanno piazzato in ogno dove.
Ecco un'altro risultato straordinario:

La Cassazione: niente mafia a Buccinasco Torna libero il figlio del superboss Papalia
La Suprema corte ha bocciato l'appello del processo Parco sud. Cade l'associazione mafiosa. E viene scarcerato Domenico Papalia, condannato per mafia in primo grado. Suo padre rappresentò le cosche calabresi in Lombardia
leggi l'articolo
 
Porto truffa di Ospedaletti Baia Verde: su questo e su quello si indaga, su questo e su quell'altro non si indaga
16 giugno 2013
Io mi chiedo: ma é vero che l'imprenditore Carmelino Vigilante disse un giorno al suo commercialista che aveva emesso delle fatture false  su giustizia-sbilanciatarichiesta dell'imprenditore Mauro Mannini, al fine di gonfiare i costi dell'opera, e che in seguito la Procura di Sanremo e la Guardia di Finanza indagarono' con vari filone d'indagine il commercialista e non si apri' un fascicolo sulle fatture false, vere o presunte?
Notare che il signor Carmelino Vigilante ascolto' alla lettera il suo commercialista ed ando' immediatamente dalla Guardia di Finanza; e che il commercialista da anni si batte perché questa ed altre verità affiorino, permettendo cosi' di delineare un quadro più fedele delle vicende giudiziario-delinquenziali del ponente ligure.
Per completare il tutto va ricordato che il pubblico ministero Maria Paola Marrali si é sentita lesa nei suoi diritti assoluti da alcuni miei post che la riguardano ed a seguito della sua denuncia ora sono (ulteriormente) processato in quel di Torino.
A parte le mie croci, che me le sono caricate io e me le tengo, mi chiedo: il Procuratore di Sanremo Roberto Cavallone e quello di Torino Giancarlo Caselli, persone che stimo molto, non avranno voglia di accendere la luce, una luce vera e non selettiva, luciferina, sulle vicende criminali del ponente? Delegare va bene, pero', ........
Resistere!
    Resistete!
       Resisteremo!
Buon lavoro ad entrambi
Marco Ballestra

nb
non allego a questo scomodo post alcuna foto, i magistrati in alcune occasioni non le gradiscono

"Le diseguaglianze sociali ed economiche devono soddisfare due condizioni: devono essere legate a funzioni ed a posizioni aperte a tutti, in condizioni di parità equa delle opportunità; devono procurare il più grande vantaggio ai membri più svantaggiati della società". (John Rawls, Il principio di differenza, par. 46 di "Una teoria della giustizia", 1971)
 
L''imprenditore Mannini sta al cervello come l'ex segretario Maccapani sta al....
15 giugno 2013  E' un concorso di Beveraedintorni; leggi l'articolo de Il Secolo XIX ed indovina l'organo
 Formula 1     Man:cerv=Mac:X

Baia Verde, anche tentata truffa di Paolo Isaia

Ospedaletti - La "Fin.Im." ha provato raggirare il Comune di Ospedaletti cercando di ottenere uno "sconto" di oltre un milione di euro sugliachille_maccapani oneri di urbanizzazione, gonfiando i costi di una delle opere a scomputo. E chiedendo la stessa cifra due volte.

Emerge una nuova, pesante contestazione nella vasta inchiesta della procura di Sanremo sul porto turistico di Baia Verde: sotto accusa per tentata truffa sono finiti il legale rappresentante della società, il geometra Mauro Mannini, e il direttore dei lavori, l'ingegnere Gianni Rolando. Per questo filone, è stato notificato ad entrambi l'avviso di conclusione indagini. Con la stessa notifica viene comunicata anche la chiusura delle indagini su un'altra tranche, quella relativa al caso fidejussioni. Stavolta il reato contestato è di abuso d'ufficio, a carico ancora diMannini e dell'ex segretario comunale Achille Maccapani.

Secondo quanto emerso dagli accertamenti dei carabinieri della a sezione di polizia giudiziaria della procura e del Nucleo operativo ecologico, coordinati dal sostituto procuratore Maria Paola Marrali, Mannini e Rolando, il primo quale "istigatore" della condotta illecita, il

Leggi tutto...
 
Era un incantevole piccolo paese

15 giugno 2013
Ricevo dall'amico Claudio Porchia e sgrano gli occhi di fronte a tanta bellezza che fù.

All'Hotel Firenze una mostra dedicata alla città di Ospedaletti

 "E' un incantevole piccolo paese" (Katherine Mansfield)
Dal 15 giugno al 15 settembre 2013
all'Hotel Firenze la mostra dedicata alla città di Ospedaletti con le foto dell'Archivio Moreschi di Sanremo e a cura di Claudio Porchia
Con nuove immagini ed alcune gigantografie da oggi l'hotel Firenze ospita fino al prossimo 15 settembre un'interessante mostra, dal titolo "E' ospedaletti-cartolinaun incantevole piccolo paese", dedicata alla città di ospedaletti.
L'esposizione comprende 30 immagini in bianco e nero della città delle rose tratte dall'archivio Moreschi di Sanremo. Fotografie molto suggestive e ricche di fascino che raccontano il passaggio del paese da piccolo borgo a moderna cittadina a vocazione turistica. Immagini che vanno dalla seconda metà dell'ottocento al secondo dopoguerra, e che costituiscono un'occasione di riflessione sui grandi mutamenti che hanno cambiato il volto della città, dal punto di vista urbanistico e socio-economico.
Le didascalie curate dal giornalista Claudio Porchia uniscono le fotografie con un prezioso filo in bianco e nero, documentando il paese prima dell'arrivo della ferrovia, la sua trasformazione in località turistica, la presenza del primo Casinò d'Italia, la nascita della floricoltura e del primo mercato dei fiori, e la mondanità internazionale.
Insieme alla mostra per tutta l'estate sarà disponibile anche il libro, che fa rivivere la trasformazione del piccolo paese offrendo emozioni e suscitando ricordi in quanti vivono o soggiornano a Ospedaletti.
"La mostra rimarrà aperta al pubblico fino al prossimo 15 settembre - dichiara Maria Grazia Grazzini referente dell'albergo - susciterà grande curiosità e interesse non soltanto nei turisti, ma anche nei residenti in particolare i giovani, che non hanno vissuto i momenti documentati dalle immagini. Durante l'esposizione proporremo ai nostri clienti dei momenti letterari, un particolare ricordo di Katherine Mansfield e delle serate gastronomiche a tema, aperte a tutti i turisti e non soltanto agli ospiti del nostro albergo per rendere più gradevole il soggiorno a tutta la cittadinanza. Voglio ringraziare in modo particolare i curatori della mostr Claudio Porchia e Alfredo Moreschi per la loro grandi disponibilità e per la preziosa collaborazione."

 
Una domanda al segretario comunale
15 giugno 2013
Rivolgo una domanda al Dottor Achille Maccapani, ex segretario generale del comune di Ventimiglia.
A proposito di collaborazioni in prima linea: si chiede un attento lettore di questo sito se Lei collaborava con gli inquirenti anche sulle vicende di Villa Sultana e Porto di Baia Verde ad Ospedaletti? Son stati loro a dirLe di farlo?
E' vero che giunse  in dote a Ventimiglia nella valigia di un noto imprenditore bordigotto?
Dopo le vicende di Ospedaletti (prima) e Ventimiglia (dopo) qualcuno, spartanamente, mi disse che Lei andava radiato dall'albo dei Segretari comunali e si chiedeva come avesse potuto esser posto, cosi' promosso, a Rapallo (durante) .
Io non sono cosi' drastico e lascio sempre una possibilità, a differenza Vostra.
Ma perché non inizia a scriviere qualche post su questo sito e racconta le sue verità, a partire dall'origine. Qui' ,mi pare di capire, che alla fine col cerino in mano ci rimarrà solo Lei; é d'accordo?
Cari saluti dall'estremo di ponente
Marco Ballestra
 
I primi venti minuti di Alessandra libera
15 giugno 2013
A Ventimiglia ed in provincia di Imperia alcune persone mettono in dubbio la presenza della 'ndrangheta, che pure la respiri per strada e sfida negli occhi chi si ostina a vederla e parlarne, facendola emergere da quella palude di omertà nella quale fa affari ed accresce la propria influenza..
prestileo-microfono-rivieraE' il caso dell'ottimo funzionario pubblico Albino Di Certo, che ad alcuni appare come la manifestazione verticale di una presenza orizzontale e liquida, quella del Dottor Marco Prestileo(a sx).
Sulla buonafede del Dottor Di Certo non nutro alcun dubbio.Sulla bontà delle indagini che hanno portato il Dottor Prestileo a doversi rapportare con una pesantissima accusa a suo carico, quella per concorso esterno ad associazione di tipo mafioso, vedremo.Certo che son tanti i soggetti ad esser stati colpiti dalle risultanze investigative;dal quadro preoccupante della commistione socio-mafiosa della realtà ventimigliese.
Pubblico questo passaggio dedicandolo alla memoria di Alesandra Sgarella, donna rapita dalla 'ndrangheta, una organizzaione di persone miserabili e senza onore, tenuta segregata per mesi in un buco scavato sottoterra.
Questa donna é morta biologicamente quattordici anni dopo esser stata strappata alla vità.
Marco Ballestra

REGGIO CALABRIA - Camminava sul ciglio della strada, a testa bassa. Le auto le passavano davanti, ma lei non faceva alcun cenno. "Chi sgarellaè questa, a quest'ora?", chiede Giuseppe Caruso, 27 anni, impiegato per una ditta di autotrasporti, al cognato, che è andato a prenderlo alla stazione di Roccella Jonica, dove è arrivato di ritorno da Sanremo.
Era Alessandra Sgarella, era tornata in libertà solo da pochi minuti. Aveva appena incrociato uno dei suoi primi soccorritori. Giuseppe Caruso infatti torna a casa, in contrada Moschetta, Locri. Saluta i genitori e va a farsi una doccia. Quando esce trova una donna che chiama dal telefono del suo salotto, con il padre poco distante. "Chi è?", chiede, riconoscendo la donna incontrata poco più di venti minuti prima lungo la strada. "È la signora Sgarella, che è stata liberata", risponde Salvatore Caruso, tecnico radiologo all'ospedale di Locri.
Alessandra Sgarella aveva suonato al campanello dei Caruso, poco prima delle due. In un primo momento aveva detto di avere avuto un guasto all'auto, e di essere in cerca di una cabina telefonica. Il padrone di casa, Salvatore, le aveva detto che non c'erano telefoni pubblici in zona, ma che avrebbe potuto usare l'apparecchio di casa. Poi, una volta entrata, la giovane donna, ha rivelato la sua identità. "Non sapevamo che fare - ricorda Giuseppe Caruso - l'abbiamo fatta accomodare, lei ha preso un'agendina dalla borsa ed ha chiamato la polizia. Intanto era arrivata anche mia madre, che ha fatto il caffè e le abbiamo dato un bicchiere d'acqua e alcuni biscotti".
Passano venti minuti, la lunga attesa della pattuglia. Nel frattempo poche parole, "di circostanza", spiega Giuseppe Caruso. "Sta bene, ha bisogno di un vestito, vuole fare una doccia, una telefonata?". Ma Alessandra Sgarella rifiuta, dice di preferire l'arrivo della polizia. "Noi, per educazione e per non entrare nei particolari, non le abbiamo chiesto come era stata trattata, né lei ce lo ha detto", aggiunge il giovane.
Infine il saluto. Alessandra Sgarella esce da casa Caruso, accompagnata dagli agenti di polizia. C'è un po' di commozione. "Ci siamo abbracciati e baciati, le abbiamo fatti gli auguri e lei ci ha ringraziato". In mattinata poi, per i Caruso, è ripresa la vita normale. Solo una tappa in Questura, per riferire l'accaduto, e Salvatore, il radiologo, va a lavorare in ospedale. Resta il ricordo di una serata speciale. Un po' per tutti.

(4 settembre 1998) da Repubblica.it

 
«Assunzioni illegittime, paghi Scullino»
15 giugno 2013
Le "Teste d'uovo" ventimigliesi dovrebbero sforzarsi, cercare d'apparire più serene.
Io non ho alcun problema a rianalizzare il passato ed a rivalutare alcuni aspetti della passata amministrazione Scullino.Loro no, non riescono neppure ad ammettere che diverse delle mie critiche erano più che fondate.Questa "sbavatura" dei due dirigenti senza concorso l'ho scritta tante volte ed in tutte le salse (alcune evidentementi troppo piccanti ed i processi a mio carico sono in corso), ed ora i fatti mi danno ragione.
Scullino é comunque un imprenditore di successo e non avrà alcuna difficoltà a rifondere l'erario.
Certo che son cambiate tante cose da quando i quattro fenomeni spadroneggiavano in comune.
Mitico, come sempre, l'ex direttore generale Dottor Achille Maccapani, capace d'uscire fuori in questa vicenda con un colpo di teatro degnoachille_maccapani_secolo del genio che é.
Anche nei miei riguardi, a seconda di come svoltava il vento, il Dottor Maccapani ha cambiato  atteggiamento almeno dieci volte.
Ora affiancando gli "ex voto" nel perseguirmi nei vari processi e richieste danni. Ora nell'assicurarmi falsamente, attraveso l'intercessione di una terza persona, che le denunce a mio carico le aveva di fatto già ritirate.
Detto:non fatto!!.Bravo Achille, sei un esempio di coerenza!

Cari Amici miei, siate sereni, alla fine le cose verranno fuori per quelle che sono.
State comodi, fatevi una bella vacanza a Polistena o ad Oppido Mamertina.In Liguria c'é pieno di brutta gente, andate ad ossigenarVi per qualche tempo.
Marco Ballestra


scritto da Patrizia Mazzarello per Il Secolo XIX (nella foto, lex sindaco Scullino con l'ex segretario Maccapani)
Ventimiglia - L'ex sindaco Gaetano Scullino e la sua ex giunta sono stati chiamati a pagare 180 mila euro per presunto dannoscullino-maccapani erariale, a seguito della proroga, illegittima a giudizio della procura della Corte dei conti, del contratto dirigenziale ai funzionari Armando Bosio e Mauro Grassano.
Insieme alla giunta, in solido, è stato chiamato a rispondere dei danni provocati dalla delibera di proroga, per la prima volta da quando è stata avviata l'indagine sul caso, anche l'ex segretario generale del Comune Achille Maccapani. È quanto emerge dall'atto di citazione firmato dal sostituto procuratore Gabriele Vinciguerra e depositato nei giorni scorsi presso la Corte dei Conti.

Nel merito si deciderà il prossimo 13 novembre, nell'ambito di un'apposita udienza. E sia l'ex sindaco Gaetano Scullino che i componenti dell'ex amministrazione, Roberto Nazzari, Andrea Spinosi, Fabrizio Maccario, Guglielmo Guglielmi hanno già annunciato l'intenzione di resistere in giudizio. Ma a far discutere a Ventimiglia è oggi soprattutto un particolare, evidenziato dallo stesso sostituto procuratore Vinciguerra.
E cioè che l'ex segretario Maccapani, ora trasferito a Rapallo, negli atti difensivi, prima, e poi in una personale audizione, si è giustificato dicendo di aver espresso parere positivo alla delibera sotto accusa, su consiglio di due non meglio precisati «funzionari della prefettura» e di un ufficiale dei carabinieri, impegnato nella più complessa indagine per accertare eventuali infiltrazioni mafiose all'interno dell'amministrazione comunale di Ventimiglia.
Particolare che gli investigatori imperiesi impegnati nella clamorosa inchiesta, che ha portato allo scioglimento del consiglio comunale ed è poi culminata nell'inchiesta "La svolta" che vede indagato lo stesso ex sindaco Scullino con l'accusa di concorso in associazione mafiosa, hanno assolutamente smentito, come ribadisce lo stesso Vinciguerra.
Ma che ovviamente ha sollevato un vero e proprio caso. Maccapani, in sostanza, davanti ai giudici contabili, ha sostenuto di aver finto di assecondare l'ex sindaco in qualità di collaboratore delle forze dell'ordine nell'inchiesta antimafia. Maccapani, dopo le dimissioni dell'ex sindaco Scullino, il 26 giugno 2011, aveva espresso parere negativo alla possibilità di prorogare comunque l'incarico ai due dirigenti senza concorso Bosio e Grassano.
Successivamente, quando l'ex sindaco aveva revocato le sue dimissioni, il segretario generale aveva inaspettatamente modificato il suo giudizio. E, con una serie di precisazioni tecniche, avvallato la proroga poi decisa dalla giunta.
«Occorre rilevare – scrive il sostituto procuratore Vinciguerra – come Maccapani negli atti difensivi e in audizione personale, abbia sostenuto che la sua scelta di assecondare la volontà del sindaco si dovesse alla necessità di collaborare con le forze dell'ordine, essendo in corso un'ampia indagine svolta dal Comando provinciale dei carabinieri di Imperia su delega della Dda di Genova, avente per oggetto eventuali infiltrazioni della 'ndrangheta all'interno del Comune di Ventimiglia. Nell'ambito della suddetta indagine il Maccapani, anche su consiglio di alcuni funzionari prefettizi avrebbe dovuto fingere collaborazione e contemporaneamente informare i carabinieri».
© Riproduzione riservata

 
Pragmatismo vo' cercando:alcune riflessioni di NN rivolte alle teste d'uovo ventimigliesi
14 giugno 2013

Di cosa penserebbe Max Weber riguardo i burocrati italiani non credo interessi ad alcuno, magari potrebbe essere più utile sapere cosa neteste-duovo pensano i cittadini. Questi però troppo spesso sono ridotti al silenzio o all'anonimato, in quanto accade che se si tenta di esternare dei rilievi, per ritorsione (ricordiamo che la Pubblica Amministrazione opera in regime di MONOPOLIO dunque ha un potere enorme sulla vita di noi tutti), si può essere vessati fino all'inverosimile.
Per chi ci legge, si segnala il fatto che Weber (1864-1920) era tedesco, pertanto il suo pensiero era limitato alle problematiche del tempo, in un contesto ed in presenza di accadimenti del tutto differenti da quelli italiani dei nostri giorni, inoltre non è dato sapere se le sue teorie hanno avuto applicazione pratica e quali ne sono state le conseguenze.
Perché perdere tempo in parallelismi impossibili e noiosi quanto inutili citazioni accademiche sull'economia, che, dato l'ampio numero di autori e discipline coinvolte, si protrarrebbero all'infinito? Perché non si pensa concretamente a cosa si potrebbe fare per migliorare le cose in una città con le potenzialità che ha Ventimiglia?
Perché le "teste d'uovo" ventimigliesi, invece di strologare sulle teorie di economisti e sociologi defunti, non organizzano una task-force di controllo continuo e indipendente sull'attività politica, gestionale ed operativa degli organi di governo/amministrazione burocratica territoriale, dandone conto su un blog creato ad-hoc? Le leggi di accesso agli atti amministrativi ed ai bilanci pubblici non mancano, perché dunque non iniziare da qualcosa di tangibile? Ciò dovrebbe essere favorito da chi amministra la cosa pubblica (politici e dipendenti pubblici). Chi ha paura dei controlli e di censure, se pensa di aver agito in buona fede, a norma di Legge, in assenza di conflitto di interessi ed in favore della città, del territorio e dei suoi abitanti, senza favoritismi di alcun genere?
A proposito della frase contenuta nel post Taylorismo applicato a firma del Dott. Dicerto: "Che se davvero in questa Città e in questo Stato si vuole sconfiggere la mafia, forse non bisogna tentare di sconfiggere la mafia quanto, invece, la povertà. E chiunque di noi rappresenti interessi "partigiani", magari spacciandosi per un giusto che combatte la malvagità, non fa altro che disossare terreno fertile dove la mafia può seminare e raccogliere.", intendo sottolineare che il terreno si dissoda ed eventualmente è il pollo (o altro animale dotato di apparato scheletrico) che si disossa.
 Infine, il contenuto di tale frase contrasta con il fatto che se il problema mafioso fosse riconducibile solo alla povertà, come mai nel triveneto povero e affamato dei primi del novecento, che costrinse migliaia di persone ad emigrare in tutto il mondo, non si sono sviluppate le organizzazioni criminali simili a quelle originatesi nel meridione? La questione dunque è molto più complessa, ed è meglio parlarne con prudenza e cognizione di causa.
NN

 
Ma io ho dato il mio contributo al M5S* per dover leggere un comunicato del genere?
* mo vi mento

Arcipelago Gulag o Comitato di Salute Pubblica, dieta o purga, chiamatelo come volete. Stalin-e-i-compagni-italiani_h_partb
Come tradire quello che riesci a far sventolare anche in assenza di vento.
Marco

"La cittadina-senatrice Gambaro, con le sue ripetute dichiarazioni ai media, esclusivamente a titolo personale, nelle quali ha esternato analisi politiche attaccando Beppe Grillo e attribuendo allo stesso gli esiti dei risultati elettorali, ha messo in atto un'azione lesiva dell'immagine e dell'attività del MoVimento 5 Stelle. A seguito delle numerose sollecitazioni pervenute dalla rete, i sottoscritti hanno invitato la stessa a trarne le dovute conseguenze e dare quindi seguito alle sue dimissioni da parlamentare del Senato. La stessa, avendo inizialmente manifestato piena disponibilità al fine di non procurare danno al gruppo, ha poi fatto sapere di aver modificato la sua scelta. La senatrice Gambaro, ritenendo opportuno procrastinare qualunque tentativo di chiarimento e di composizione della questione, diversamente da quanto aveva garantito in precedenza, ha posto in essere un problema squisitamente "italico": evitare il rispetto di regole che, ancorché non scritte, sono prima di tutto logiche e morali, tanto che la stessa, in occasione delle Parlamentarie, aveva promesso che nel caso di disaccordo con la linea del Movimento 5 Stelle, avrebbe dato le sue dimissioni dal Parlamento. Spiace che invitare alla coerenza ed al rispetto del patto elettorale sul quale si fonda ogni responsabilità politica nei confronti dei cittadini, sia per alcuni così impegnativo da rispettare. L'assemblea congiunta dei gruppi parlamentari MoVimento 5 Stelle è pertanto convocata per lunedì pomeriggio per valutare la proposta di cessazione dell'appartenenza al gruppo parlamentare, da sottoporre successivamente al voto decisivo della rete, cui spetta l'ultima parola." Vito Crimi e Nicola Morra, MoVimento 5 Stelle Senato

Postato sul blog di Grillo il 13 Giugno 2013 alle 18:01

 
Per ogni monito che lancia Napolitano un italiano si lancia dalla finestra
13 giugno 2013pala-picco
suidicio-finestraSi puo' fallire in una nazione solida,ma si puo' restare solidi in una nazione fallita?
Di certo Albino lo sa.Cielo vuole spiegare con parole sue?
Cari saluti a Lui ed al suo vicino di casa Massimo Weber.
Marco Ballestra, master in pala e picco
 
Sindaco e gelati di Jo Calvin Clain
Amico mio, secondo te che sei un esperto, questo piccolo inciso è così tanto truculento da essere cestinato o è il direttore di Sanremonews  Carlo Alessi ad essere più realista del Re?
Se decidi di pubblicarlo, precisa in grassetto che è opera mia e che declini ogni responsabilità, non vorrei doverti mantenere.

Un bel tacer non fu mai scritto.


Quanta verità in una frase assai breve, quante occasioni perdute per tacere (ed evitare di farsi male da soli) hanno gettato alle ortiche molte un-gelato-per-duepersone.
Fra queste, innegabilmente, e non è la prima volta, il nostro, pardon, vostro sindaco "ombrellaio".
Pisapia a Milano compie una"belinata" e vieta il gelato dopo le ore 24 (in realtà la faccenda è più complessa)ed ecco che dalla Città dei Fiori ne arriva una serie.
Consegnati all'archivio gli ombrelli, passiamo ai gelati.
Il goliardico Primo Cittadino matuziano invita i milanesi a venire a gustare il gelato a Sanremo.E certo, aggiungo io, abbiamo delle gelaterie d'eccellenza con prodotti che "farebbero risvegliare la cappella ad un morto".
Però il Maurizio nostrano, nel dileggiare il collega meneghino, ha scordato quando egli, preso da sacro fuoco, ordinò il divieto di sedersi in Piazza Colombo (facendo eliminare fisicamente le panchine) e, non pago, vietò il consumo deambulante per le vie, della Sacra ed irrinunciabile Sardenaira.
Come recita un vecchio adagio "la prima gallina che canta ha fatto l'uovo". purtroppo in questi anni, qui da noi, hanno fatto la frittata, e pure  é bruciata da tutte e due le parti.
Comunque per me, un classico: crema, fior di latte e cioccolato, ma certo, anche la panna montata.

Un saluto Gianni Calvi

La foto si intitola un gelato per due e credo piacerà a tutti.Mi pare di ricordare che uno zio di Maurizio Zoccarato avesse tanti anni fa un chiosco di gelati molto buoni in corso imperatrice. Io imparavo ad andare in bibicletta e mi dicevano che eravamo uno potenza industriale.
Mio padre Agostino detto Tino lavorava settanta ore la settimana.Aveva poche energie da dedicarci ma assieme a mia madre ci rendevano   felici  con i  piccoli svaghi che ci potevamo permettere..
Marco

 
Alberto Teardo, torna per mentire. E noi lo sbugiardiamo.
12 giugno 2013 Scritto da Ufficio di Presidenza de La Casa della Legalità

Mafia&Malapolitica
Siccome Alberto Teardo mi manca tra coloro che, a loro modo un popolo di resistenti, m'hanno trascinato per aule di tribunali, pubblico integralmente il post che segue. Buona lettura
Marco Ballestra

Trent'anni son passati dallo scandalo Teardo. L'uomo che aprì le porte del potere politico, in terra di Liguria, agli uomini della teardo-casa'ndrangheta. L'uomo che perfezionò un “sistema” di potere corrotto, capace di distorcere le regole democratiche e l'economia, con mafiosi e faccendieri. Alberto Teardo è stato il fulcro, non un “passante” o partecipe occasionale, di quel sistema e di quei rapporti indecenti. Lui era l'uomo chiave di quell'associazione a delinquere messa, prima alla sbarra e poi in carcere, con condanna definitiva, dall'indagine di rigorosi e coraggiosi magistrati quali Francantonio Granero e Michele Del Gaudio.
Torna sulla scena pubblica, con un'intervista a Il Secolo XIX, per professare la sua innocenza. Insomma, Alberto Teardo, che con i suoi fedeli uomini ed il sistema da lui “collaudato”, non ha ancora smesso, da trent'anni di soffocare questa regione, cerca di prendere, ancora una volta in giro la comunità a cui si rivolge. E noi lo sbugiardiamo, speriamo una volta per tutte, così che Taardo trovi finalmente la via della vergogna che è l'unica che dovrebbe imboccare e mai abbandonare...

Alberto Teardo dice che non sa nulla dell'attentato all'impresa Damonte. Dice che era una questione tra imprenditori. Ma se quell'esplosivo usato, per quell'attentato, da quanto ci risulta, arrivava direttamente dalla cosca dei GULLACE-RASO-ALBANESE e, più precisamente dai FAZZARI-FILIPPONE legati al Carmelo GULLACE... Teardo ci vuole raccontare del “conflitto” tra privati? Non ricorda il FILIPPONE Francesco? O Teardo è stato colpito da una demenza senile che gli ha cancellato la memoria, oppure, più probabilmente, mente sapendo di mentire, visto che il Francesco FILIPPONE, legatissimo al boss Francesco FAZZARI e cugino (e sottoposto) del boss Carmelo GULLACE (detto Nino e Ninetto), era uno dei principali attori dell'edilizia popolare emanazione del Potere teardiano...

E' quel business che si aggirava sui 33 miliardi, di cui un buon 10% finiva in mazzette, che fece etichettare il clan Teardo, dall'allora Procuratore Generale, nella sua requisitoria, come “Predoni, voraci come tèrmiti”.

Le “stecche” usate per colpire la Damonte partivano dalla cava di Borghetto Santo Spirito, dove di esplosivo ne girava tanto... Quell'esplosivo era lo stesso di altri attentati, come quello alla C.E.L. di Canale Cesarino (facevano calcestruzzo, bitume... a Borghetto)... quella CEL che poi è finita fallita e, dal Tribunale di Savona, vide il proprio impianto e la manodopera passare, per alcuni anni, nella cerchia di Francesco FAZZARI...

la-toga-strappataUn libro che vale la pena di leggere per comprendere quegli anni:La toga strappata di Michele Del Gaudio, disponibile su Ebay

Quell'attentato alla Damonte era proprio dello stesso “stile” di quelli che colpivano, insieme ai furti e danneggiamenti minori, le varie imprese ed i cantieri su cui i GULLACE-FAZZARI puntavano gli occhi. Attentati che, di colpo, cessarono quando il Filippo FAZZARI, dopo un rinvenimento di esplosivo - proprio nella Cava di Borghetto Santo Spirito (più nota come “Cava dei Veleni”) - fuggi in Spagna (dove ha attivato una nuova impresa, la "TERREX PERFORACIONES S.L.", con il falso nome di “Fazziri Felippo”, e venendo a lavorare, guarda caso nel savonese, oltre che, anche, in Lombardia).

E Teardo vuole raccontarci che nulla aveva a che fare con quel FILIPPONE Francesco che, proprio in tale cosca, muoveva allora i suoi passi? Dopo le prime costruzioni fatte in proprio dal duo GULLACE-FILIPPONE, a Cenesi, il GULLACE si dedicava – ben protetto dalle “coperture” fornite dal Francesco FAZZARI ed affini, per finire poi, in un portabagagli d'auto, latitante in Costa Azzurra - a gestire ed organizzare l'attività criminali della cosca tra Calabria, Liguria e Piemonte. Ed il FILIPPONE a cosa si dedicava? Teardo lo sa bene ma fa lo gnorri... fa finta di non sapere delle costruzioni delle Case Popolari. Partita giocata proprio dal FILIPPONE, ad esempio, con le lottizzazioni ai Piani di Imperia e Lusignano d'Albenga...

E non ricorda nemmeno le concessioni della Regione Liguria che arrivavano, in quegli anni, e si mantenevano intatte nel tempo, per le cave della 'Ndrangheta? Proprio come quelle concesse ai FAZZARI-GULLACE... Concessioni che gli hanno garantito coperture e possibilità di promuovere e perpetuare, con la complicità di grandi imprenditori savonesi, il business dei traffici illeciti dei rifiuti tossico-nocivi... accumulare ricchezza, acquisire appalti, riciclare denaro sporco, intriso di sangue e dolore delle vittime.

Non si ricorda nemmeno, il Teardo condannato perché colpevole, dei suoi fedeli uomini che, con lui, e dopo di lui, hanno perpetuato nel divorare il territorio, con colate il cemento senza fine, facendo fruttare, così, quel “tesoro” che dice che non esisteva...

Vogliamo rammentarci del Giovanni NUCERA, il cui impero, poi passato al figliolo Andrea NUCERA (ora latitante) ora crollato grazie alle inchieste della Procura? Ebbene chi ha spianato la strada all'impero NUCERA? Proprio il clan Teardo... da allora in avanti, sino agli anni scorsi, NUCERA, nel savonese, era un tandem con l'ARTE, l'erede dello IACP. Non ricorda nemmeno la grande lottizzazione de "Il Faro" ad Andora, per fare un esempio ulteriore? E vogliamo parlare dell'altro grande costruttore BARBANO? Re-incontrato, nei tempi più recenti, con il movimento “Alpazur”... ed in prima fila nell'affare del mattone nel savonese con la ALFA-COSTRUZIONI che, per citare una delle principali ultime opere, era al fianco di UNIECO, per l'operazione di via Stalingrado, che tanto lavoro ha portato ai FOTIA, indicati dai reparti dello Stato, come terminale locale della cosca MORABITO-PALAMARA-BRUZZANITI, a cui sono legati ed imparentati sino al midollo.

Ma andiamo oltre. Passiamo oltre alla questione “edilizia”. Passiamo a quella dei “liberi muratori”. Si, perché Teardo era uomo non solo di punta del PSI e non solo il primo Presidente di una Regione del nord Italia che comprava, come meglio vedremo pià avanti, i voti della 'ndrangheta e si spianava la strada con metodi tipicamente mafiosi, ma era, anche, massone, “iniziato dal Gran Maestro SALVINI”.

Teardo era iscritto alla P2. Nella lista sequestrata al Gelli, a Castiglion Fibocchi, c'era lui: “dott. Alberto Teardo (Albissola, 341)”.
Non solo. Come ha confessato lo stesso Teardo (che ora fa lo gnorri) uno dei finanziatori della sua corrente nel PSI era il capo zona della P2 William ROSATI.

Ed a Savona (ma più in generale in Liguria, specchio della Calabria) la massoneria pesava (e pesa). Tra Logge ufficiali e Logge coperte, dove si incontravano (e si incontrano) pezzi dello Stato, capisaldi del mondo imprenditoriale e politico, faccendieri e mafiosi. Si, in allora, già allora, in quell'ambiente, nel savonese, pesava, ad esempio, uno degli uomini della cosca dei PIROMALLI e dei GULLACE-RASO-ALBANESE, quell'Antonio FAMELI che ormai, di nuovo, come NUCERA, dopo le nostre denunce, con il ritorno di Francantonio Granero alla Procura di Savona, è, finalmente, giunto al capolinea.

Ed Alberto Teardo, oltre alla P2, condivideva con molti dei suoi uomini, anche la Loggia Coperta MISTRAL, come evidenziato nell'inchiesta che lo ha portato alla condanna ed al carcere.

Ma passiamo ancora oltre, andiamo nella città fulcro del Piana savonese, Albenga. Qui, a smentire il “conflitto” con i “comunisti” che Teardo cerca di far apparire, c'è il rapporto proficuo con il “comunista” Angelo VIVERI. Citiamo un caso, di questa terra diventata una delle “capitali” della 'ndrangheta, proprio di quei GULLACE-RASO-ALBANESE di cui abbiamo già parlato, per rinfrescare la memoria perduta di Alberto Teardo. Un caso emblematico perché rappresenta il punto di incontro, negli affari, di quell'ambito del mattone, di cui abbiamo trattato, che coinvolge, guarda caso, molteplici uomini del gruppo di Teardo. Sono le costruzioni in Lusignano del Comune di Albenga (remember FILIPPONE?), con parte della societa' ICOMAR di proprietà del vecchio NUCERA... Un complesso di 130 appartamenti, in un'area che un tempo era agricola, che si evidenziò acquistata dall'ex Sindaco di Albenga TESTA (coinvolto nell'inchiesta sul clan Teardo) e che vide, poi, con il sindaco VIVERI, modifiche al PRG ed una nuova Commissione Edilizia che, guarda caso, approvò la maxi lottizzazione.

Già questo basta ed avanza a sbugiardare quel caso conclamato di disonestà fatta a persona, ovvero il Teardo. Ma noi andiamo avanti. E gli ricordiamo degli affari comuni, degli uomini del suo clan, con le cooperative “rosse” che rappresentavano parte del PCI. Una fetta per tutti, con il clan Teardo, che molto spesso, come in un caso in Albissola, vedeva gare da annullare che invece venivano assegnate come se tutto fosse regolare. Un meccanismo semplice: un parere! Bastava un parere esterno per far sì che l'assegnazione fosse fatta in sfregio al bando. E quel professionista chiamato dal Comune (dalla Giunta legata al Teardo), magari era uno dei consulenti e compagni di partito di Teardo, come, ad esempio, fu Giuseppe Pericu, cresciuto con lui, Ligato e Necci, e rilanciato poi, dopo il terremoto di Tangentopoli che travolse il PSI, da Claudio Burlando, suo erede alla Presidenza della Regione Liguria.

Ma ora passiamo al dunque. Al punto centrale. Alla vergogna delle vergogne, che ancora di più dovrebbe imporgli di tacere e guardare basso quando cammina: i voti della 'ndrangheta.

Sì, Alberto Teardo comprava i pacchetti di voti dagli uomini della 'NDRANGHETA. Inconfutabile è il legame e compromesso con il boss Giuseppe MARCIANO' che da Ventimiglia e Vallecrosia, nell'estremo ponente ligure, si coordinava benissimo con i sodali-vermi del savonese (come ha fatto sino ai più recenti anni, sino all'esecuzione nel dicembre scorso dell'Operazione “LA SVOLTA”) quali, su tutti, il Carmelo “Nino” GULLACE. Così come si sono evidenziati i rapporti del “tesoriere” di Teardo con gli SCRIVA e gli STEFANELLI, con la loro roccaforte a Varazze, allora come oggi. Teardo scese anche ad un matrimonio, presenziato da "tanta gente armata", a Lamezia Terme... ma si deve essere dimenticato quell'ambiente così familiare...

Ebbene, nella Sentenza di condanna del Tribunale di Savona del 8 agosto 1985, che Teardo farebbe e bene a rileggersi come le altre carte che lo riguardano, così da evitare pessime figure da bugiardo patentato, si legge, ad esempio:
“Accanto al partito va ricordato il “CENTRO AZIONE DEMOCRATICA 2” - in sigla C.A.D. 2 – il quale ha rappresentato una struttura ulteriore, ed esclusiva, a servizio del TEARDO e del suo gruppo, a tal fine creata ed a tal fine operante.
(…)

Il C.A.D. 2 si rileva quale struttura particolare, caratterizzata da una proliferazione di cellule organizzative capillari che assumono valore sintomatico della tendenza espansiva dell'associazione; esso aveva ramificazioni a Roma, Genova e Ventimiglia: le prime due si pongono in chiara connessione geografica con i luoghi di esplicazione dei più alti livelli dell'attività del TEARDO; quanto al CAD di Ventimiglia, va ricordato che proprio quella zona era per il TEARDO un serbatoio di suffragi elettorali letteralmente “comprati” con pagamento in contanti per il mezzo di Peppino MARCIANO'.
(...)”

Andiamo avanti. Ancora qualche passaggio perché così Alberto Teardo chi non lo conosce ancora, lo conoscerà per dati e fatti e non per le balle che racconta, mostrandosi povera vittima.

In un Ordinanza di Custodia Cautelare del 1994, a carico di diversi 'ndranghetisti, il GIP del Tribunale di Genova scrive:
“Del resto nel processo di Savona nei confronti di ALBERTO TEARDO ed altri emersero consistenti versamenti di assegni effettuati da MARCIANO’ a favore di TEARDO.”
Ed ancora:
“il collaboratore “X” ha riferito (interrog. del 31.1.94) che in occasione di una precedente consultazione elettorale nazionale era partito dal “locale” di Ventimiglia un ordine di scuderia -di appoggiare il P.S.I. ed in particolare l’elezione del suo leader regionale, ALBERTO TEARDO;
- il medesimo collaboratore, nell’interrogatorio citato, ha riferito che per le elezione politiche del 1992 l’indicazione dell’organizzazione mafiosa calabrese era per il voto al candidato CATRAMBONE di origine calabrese, da identificarsi nell’avv. GREGORIO CATRAMBONE che, di fatto, in quelle elezioni, ottenne, pur senza esser eletto (fu il primo dei non eletti della lista del P.S.I.) un ottimo risultato di preferenze nel ponente ligure”.

Ed allora, ecco, da qui, l'ennesima prova conclamata che il “sistema Teardo” non è morto, purtroppo, con la condanna definitiva e con gli anni di carcere. E' un sistema che è andato avanti. Era un vero e proprio blocco di potere politico-mafioso che, dai tempi in cui Teardo era in ascesa, sino alla sua caduta ed oltre, ha continuato ad affermarsi e soffocare questa terra di Liguria.

Su una cosa ha ragione, Teardo, nella sua intervista a Il Secolo XIX: oggi è ancora peggio di allora! Si, grazie a lui ed agli uomini del suo clan. Grazie a quel blocco di potere che, sdoganata la 'ndrangheta, rilanciato l'uso perverso e deviato della massoneria, inquinato l'economia ed il mercato, ha perpetuato nella gestione del territorio, dell'attività economica e della Pubblica Amministrazione, con volti diversi, con partiti diversi, perfezionandosi.

Se la comunità ligure si è dimenticata in fretta di quell'associazione a delinquere di stampo mafioso, contestata dalla Procura di Savona di allora, con Granero e Del Gaudio, loro, il clan, hanno adottato gli anticorpi per sopravvivere e rivivere, complice, anche una magistratura in cui, per lunghi anni, ha visto prevalere chi non vedeva, chi non voleva vedere... quanti, anche negli alti livelli del Potere Giudiziario, avevano già tentato di fermare Francantonio Granero e Michele Del Gaudio. Se allora i due coraggiosi magistrati non hanno ceduto alle pressioni, se in allora riuscirono a far fronte a talpe e collusioni indecenti, dopo la vittoria con la condanna di Teardo, altri magistrati hanno preferito una vita tranquilla, senza andare a scontrarsi con quel “sistema” ed i suoi vecchi e nuovi protagonisti.

Oggi a trent'anni da allora, partendo dallo sbuguardare il Teardo, occorre davvero chiudere la partita e schiacciare, definitivamente, quel blocco di potere politico-mafioso, figlio di Alberto Teardo!

P.S.
Teardo dice che ora si diletta di "cinema"... non sappiamo come se la cavi in questo... ma come "regista", palese od occulto, abbiamo visto che non ha mai cessato il proprio impegno, grazie a quel blocco di potere politico-mafioso che ha costruito prima della galera. E questo "cinema" onestamente merita di essere chiuso. Una volta per tutte!


P.S. 2
Poi, per rinfrescare la memoria del Teardo, ci sono anche le intercettazioni del Peppino MARCIANO' che racconta come riuscì a farla franca nonostante la colpevolezza per i voti venditi al Teardo...

Trascrizione di conversazione telefonica nr. 2983 del giorno 06/07/2011 alle ore 09:39
intercettata all'interno dell'autovettura Fiat punto in uso a MARCIANO' Vincenzo classe 1948.
Interlocutori: MARCIANO' Vincenzo classe 1948 - ALLAVENA Omar e MARCIANO' Giuseppe
(...)
MARCIANO’ G. continua a raccontare episodi passati relativi al vecchio processo che lo vide assolto per non avere commesso il fatto. MARCIANO’ G. menziona il nome di GRANERO indicato come Procuratore capo nella vicenda TEARDO. MARCIANO’ G. racconta come in questa vicenda riuscì ad uscire pulito producendo, durante il processo a Genova, della documentazione e indicando testimoni in suo favore che lo misero al riparo dalle accuse mosse da un sottufficiale dei CC il quale contestava l'esistenza di un assegno da due milioni di lire quale compenso ricevuto dal MARCIANO’ G. in cambio dell' approvvigionamento di voti ( ndr vicenda TEARDO, MARCIANO’ G. era accusato di avere ricevuto soldi in cambio di voti). MARCIANO’ G. specifica trattarsi del Maresciallo di Bordighera quello grosso, sospeso a seguito di questi fatti, il cui figlio ha un'agenzia sotto AGNESI; ALLAVENA aggiunge che la moglie lavorava in banca, MARCIANO’ G. specifica che la moglie faceva la "buttana", ALLAVENA conferma. MARCIANO’ G. prosegue il racconto: dice che il Maresciallo produsse un assegno da due milioni di lire come prova; Lui invece disse che c'erano in realtà 26 assegni da 15mila lire, relativi ai pagamenti di tutte le volte che mangiavano da lui ma tali assegni non vennero prodotti. MARCIANO’ G. precisa che era al corrente della strategia investigativa del Maresciallo e delle accuse a lui mosse grazie al fatto che l'uomo aveva una relazione extraconiugale con la moglie di Antonio MEZZATESTA, Maria. MARCIANO’ G. spiega che la donna in un occasione ebbe modo di aprire la valigetta che il maresciallo aveva lasciato incustodita sul letto e vide tutte le carte relative al suo procedimento penale. Maria avvisò subito MARCIANO’ G. dell'attività in corso. MARCIANO’ G. in questo modo, dice, potè recarsi da tale AGNESI, verosimilmente un commercialista dell'epoca, e dirgli di preparargli tutti gli assegni relativi ai pagamenti dei pranzi consumati al Casablanca. AGNESI li preparò. Quando fu il momento di difendersi e di giustificare possesso e provenienza dell'assegno di due milione di lire che gli veniva contestato, MARCIANO’ G., sottolineando il fatto di non essersi avvalso di alcun avvocato, disse che tale assegno era frutto di una colletta di soldi, raccolti con quote di 100 mila lire a testa, per un totale di venti persone, da devolvere ai familiari di un uomo di Riva Ligure che era morto in un incidente col trattore in campagna, tale Pasqualino Stefanè ( Stefanelli?). MARCIANO’ G. aggiunge anche che un fratello di Pasqualino era stato ammazzato. Prosegue quindi nel racconto della vicenda dicendo che, durante la sua arringa, dopo avere giustificato la provenienza dell'assegno quale frutto di una colletta di soldi contanti, disse di avere commesso un unico sbaglio: anziché consegnare i contanti all'uomo, diede i soldi a ELIA Angela la quale li versò e si fece fare un assegno a suo nome per non tenere i soldi liquidi e che la cosa poteva essere verificata chiedendo direttamente alle persone che avevano contribuito alla colletta. Il giudice gli chiese come mai gli voleva dare quei soldi e MARCIANO’ G. rispose che l'uomo morto nell'incidente aveva nove figli e il suocero andò da lui a chiedergli se poteva dare un aiuto economico alla famiglia. MARCIANO’ G. giustificò così anche la causale e il passaggio dell'assegno dicendo di averlo consegnato all'anziano e di non sapere poi se questi lo avesse poi cambiato o girato a uno dei fratelli del defunto. MARCIANO’ G. specifica che in realtà lui a questo fratello ( di cui non fa il nome) ci aveva già parlato e si erano messi d'accordo per dire che non si conoscevano. Così fu chiamato anche questa persona a cui chiesero chi gli avesse dato l'assegno e l'uomo rispose che lo aveva avuto dal suocero del fratello defunto. MARCIANO’ G. ribadisce di avere detto al giudice che la sua mancanza consisteva nel non avere dato i soldi contanti al suocero e di essersi fatto fare l'assegno. Il giudice poi gli chiese conto dei viaggi che faceva con TEARDO a Savona ma MARCIANO’ G. dice che rispose solamente che quando arrivavano a Savona TEARDO spariva. MARCIANO’ G. termina il racconto dicendo che alla fine del processo, il Maresciallo che non aveva operato come avrebbe dovuto, venne mandato via mentre lui fu assolto con formula piena. MARCIANO’ G. spiega che il procuratore capo era GRANERO(I?) persona che ancora oggi sostiene che il MARCIANO’ G. da sempre è implicato con le vicende di voti di scambio; il pubblico Ministero un certo RUFFO e che il presidente del Tribunale alla fine del Processo, dopo averlo assolto gli strinse la mano e gli disse avanti al PM che se avesse continuato a comportarsi come fatto fin'ora nessuno gli avrebbe mai potuto fare del male.


Forse ora, ripercorso il tutto, con in ultimo questa intercettazione, dovrebbe essere evidente a tutti che Teardo deve andare a nascondersi, vergognarsi e possibilmente chiedere scusa e confessare tutto quanto non ha mai confessato... finendo lì, la sceneggiata del professarsi innocente!



Torniamo, come abbiamo già fatto, ad invitare alla lettura di uno scorrevole e chiaro libro che riguarda proprio quegli anni e che, leggendolo, ci fa comprendere che non si è imparato, come liguri, nulla da quella vicenda. E' il libro "La toga strappata" di Michele Del Gaudio.
Leggilo qui (in formato .pdf)

 
L'apice della CISL funzionale al Nuovo Ordine Mondiale
12 giugno 2013
Alle ore 16.30 ascoltavo su RaiNews24 un brano del discorso di Raffaele Bonanni*, segretario CISL, dal palco del congresso.raffaelebonanni
Solito discorso vuoto che trascinano un po tutti questi privilegiati cha hanno arraffato per loro e parenti tutto il possibile, ai quali un palco istituzionale non si nega mai.
In un attimo ha detto due cose da brivido: _entro due anni Stati Uniti d'Europa**.
E ancora:_avanti verso la realizzazione di un Nuovo Ordine Mondiale_.
Tenete conto che la prima frase é comparsa come "ultima ora" su sfondo rosso in tempo reale ed ora, alle 17.00 é scomparsa. Al momento nessuna traccia di queste due frasi travolgenti, che probabilmente gli sono scappate dal subconscio, nonostante decenni di programmazione.
Dungue anche Bonanni e la CISL sono al servizio di un pugno di famiglie padrone del sistema finanziario mondiale che sta affamando l'Europa azzerando il credito e portando avanti molte altre azioni mirate ad un indebolimento senza fine.
Mi viene in mente l'azione dei sindacati europei che riuscirono, uno stato dopo l'altro, a ridurre l'orario di lavoro fino al raggiungimento delle fatidiche trentacinque.
E questo quando? Proprio in concomitanza con la perdita progressiva del manifettatuiero del vecchio continente a favore delle econolmie emergenti.

illuminati-ordineCon gli ammortizzatori sociali mantenevano un consenso dopato, caricandoci di un debito che diveniva ogni mese più spoporzionato all'economia che andava a stringere.
Questi ci uccidono in tanti quanto basta fino a rendere schiavi quelli che restano.
Siamo alle fasi finali di un Complotto Globale che Wikipedia classifica ancora come Teoria.

*Nato a Bomba, in provincia di Chieti.
**quindi, svuotare del tutto la sovranità nazionale, azzerando quel poco di  volontà popolare che residuava, concentrando tutto nelle mani dei tecnocrati che un giorno citeranno con un numero, magari un coloro.Forse il tecnocrate sarà un software.
Il buon Bonanni quindi continua a prenderci in giro ed oggi lo possiamo considerare a pieno e conclamato servizio di chi ci affama..
Come se la truffa della BCE, che si scrive banca centrale europea e si legge banca privata che stampa pezzi di carta dal costo irrisorio al quale noi riconosciamo un prezzo d'uso di tutto riguardo; un flusso monetario che danno e tolgono dalla disponibilità dei cittadini ed imprese a loro piacimento.
Che movimenta masse di denaro elettronico che neppure stampa.Che in una increddibile partita di giro dona simbolicamente a banche private (sempre di proprietà loro) che le girano a tassi ingiustificati ad imprese e cittadini.
Cosi', nell'Europa che Bonanni vorrebbe più Europa,i cittadini si danno fuoco per debiti dI alcune centinaia di euro e le banche, assistite da Madre BCE, realizzano dividendi che gridano vendetta.
Ma quanti cittadini europei sanno che la Banca Centrale Europea non appartien ai cittadini ma a speculatori privati, per lo più neppure europei?
Ore 17.35, nessun riferimento a queste due frasi di Bonanni sul sito dell'ANSA, La Stampa, Il Fatto  Quotidiano??!!
Ma qualcuno ha registrato questo discorso e lo farà circolare?Se si, quanti capiranno quel che ci stanno facendo?
La distanza tra la realtà e la realtà percepita é il frutto del perfezionamento dell'ingegneria sociale.
Su questi progetti i Padri del Nuovo Ordine Mondiale non risparmiano risorse.Le mettono a disposizione miliardi di cavie che corrono fino a scoppiare in un girello chiamato Terra.
Marco Ballestra

ecco l'interessante schema che ho reecuperato via fb
bonanni-liquidatore
 
Imperia si sveglia un'altra
10 giugno 2013capacci
Imperia prova a voltar pagina ed é una sfida da brivido: Carlo Capacci è il nuovo Sindaco
Marco Preve sul suo blog scrive questo
La vittoria del "centro sinistra" alle elezioni per il Comune di Imperia con il candidato "non di sinistra" Carlo Capacci, certifica due cose: gli imperiesi hanno deciso di voltare pagina con lo scajolismo e i suoi vassalli; il Pd ha azzeccato la mossa strategica di allearsi con ex leghisti, ex berlusconiani ed ex Pdl, An, Msi come l'ex sindaco Paolo Strescino. Banale a dirsi, ora bisognerà vedere se la strana giunta riuscirà a concentrarsi il più posisbile su temi concreti e trasversali. Perchè il rischio della tenuta è rappresentato dalle reazioni delle sue varie componenti quando le scelte riguarderanno aspetti non dico ideologici, ma valori etici, morali, solidali, ambientali. I politici potranno anche cedere e venire a patti ma in quel caso gli elettori (quelli di centro, quelli di destra e quelli di sinistra che hanno votato Capacci) trarranno le loro conclusioni. La macedonia piace a tutti e la ricetta è semplice, però per certi accostamenti ci vogliono palati forti.
 
Taylorismo alla ventimigliese
10 giugno 2013
Tra un lettore di questo sito ed il signor Albino Di Certo, qualificato animatore di Ventimigliablog, c'é stato un recente scambio di post che mi ha appassionato.
Il nostro innominabile, se vuole, puo' aggiungere qualcosa.
La città di Ventimiglia resta comunque senza il parcheggio allo sbocco del fiume Roia e questo provoca quotidianamente un danno enorme alle attività commerciali che ne costituiscono l'ossatura economica.
L'immagine della tenacia con la quale l'ex sindaco Gaetano Scullino ha tentato di salvare in tutti i modi questo parcheggio schiaccia l'inerzia  dei  commissari prefettizi nel girottare per il palazzo comunale nel corso di questi lunghi mesi.
Cari saluti
Marco
 
TAYLORISMO : PRATICA E UTOPIA
10 giugno 2013 scritto da lettore che non ci tiene a firmarsi

Chi ha studiato economia in tutte le sue varianti (e cioè macro/micro economia, storia economica, economia monetaria, ecc. ecc.), dovrebbe essere consapevole del fatto che le teorie sviluppatesi in tale materia dai primi anni del 1700 ad oggi, sono soggette a tante e tali variabili che ne risulta assai difficile o impossibile l'applicazione pratica e duratura nel tempo, se non a costo di monitorarne continuamente gli effetti ed apportarne rapidamente le necessarie modifiche, avendo ovviamente la capacità, la volontà e l'indipendenza di farlo e disponendo in modo tempestivo di informazioni accurate. (*)(**)

Il Taylorismo applicato alla pratica, è stato molto ben descritto da Giuseppe Bonazzi (Professore Emerito dell'Università degli Studi di Torino – Dipartimento di scienze sociali) nel sito http://www.treccani.it/enciclopedia/taylorismo_(Enciclopedia_delle_Scienze_Sociali)/.
Anche il mondo del cinema si è ispirato all'applicazione pratica del Taylorismo e della catena di montaggio con diverse pellicole, fra le quali Tempi Moderni del 1936 (Charlie Chaplin) e La classe operaia va in paradiso del 1971 (Elio Petri), mettendone in luce, l'uno in modo tragicomico e l'altro in dramma, le conseguenze.
Frederick Taylor, nato nel 1856, non fu in grado di valutare nel medio periodo come furono applicate le sue teorie e le conseguenze che esse comportarono, in quanto morì nel 1915, a pochi anni dall'introduzione del taylorismo nella fabbrica moderna (come ad es. la catena di montaggio installata da H. Ford nel 1913, che fu un'applicazione di gran parte di quei principi).
Taylor afferma in diversi punti dei suoi scritti che, per ottenere un sistema di organizzazione basato sull'attribuzione dei compiti ben prefissati e ben definiti (con beneficio economico per tutti), operai e datori di lavoro devono cambiare mentalità. Chiede agli imprenditori di essere corretti e giusti e ai lavoratori di accettare i metodi dell'organizzazione e di lavorare con voglia e determinazione. Se ciò non avviene il metodo scientifico non potrà essere applicato nella sua interezza e non si otterranno i risultati attesi. http://www.unibg.it/dati/corsi/88003/44055-da%20taylor%20ultimo.pdf
Chi ha dimestichezza con il mondo delle aziende, sa perfettamente che il cambiamento di mentalità non è mai avvenuto, nonostante sia la proprietà, sia il management e sia il sindacato fossero perfettamente a conoscenza delle ormai centenarie teorie di Taylor.
Appellarsi quindi al Taylorismo, in nome di un futuro migliore, vuol dire non aver fatto i conti con la natura umana, nella quale da tempo immemore vige una regola ferrea e cioè che "i privilegiati rischierebbero sempre la distruzione, piuttosto che rinunciare a una parte qualsiasi dei loro vantaggi materiali." (John K. Galbraith). Tale asserzione vale sia per i datori di lavoro (Stato e politici compresi), sia per i dipendenti/lavoratori (privati, autonomi o statali). A riprova di ciò, tutti siamo consapevoli che la lotta di classe ad oggi è tutt'altro che superata.
Invece di rispolverare teorie economiche di fatto inapplicabili, per sbloccare l'attuale situazione di crisi economica, bisognerebbe pensare, fra l'altro, a come smontare l'enorme castello di inutili quanto dannosi privilegi elargiti nel tempo da chi ci ha governato e tutt'ora ci governa, soprattutto ai dipendenti impiegati nel costoso ed inutilmente sovradimensionato apparato della Pubblica Amministrazione e della Politica.
Quando si comincerà a voler veramente cambiare le cose?
(*) La sola funzione delle previsioni in campo economico, e' quella di rendere l'astrologia una disciplina più rispettabile (anonimo).
(**) L'economia dipende dagli economisti all'incirca come il tempo dai meteorologi (Jean-Paul Kauffmann).

 
Cosimo Catalano, quarant'anni,aveva annunciato di volersi dissociare dalla 'ndrangheta - era il capo.Si é suicidato, ci credono.
9 giugno 2013catalano-kbiH-U10103569652574ycF-330x185LaStampa.it
Ci credo anch'io
Queste sono cose che comunque non si annunciano.

Processo Minotauro Si è tolto la vita un altro degli imputati del processo sulle infiltrazioni della 'ndrangheta in Piemonte
LEGGI SU LA STAMPA

Il collaboratore di giustizia in aula «Dalla 'ndrangheta non puoi uscire»
Francesco Costantino convocato dalla procura a testimoniare contro le infiltrazioni criminali a Torino e provincia.
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Il prezzo del cambiamento
9 giugno 2013
A chi mi chiede di candidarmi alle amministrative di Ventimiglia rispondo che non ci penso proprio, che preferisco andare avanti e pagare per il prezzo-ognunomio impegno sgangherato su questo sito ed i miei errori.Che il mio faticoso e poco remunerativo lavoro é l'unico riferimento certo al quale non intendo rinunciare.
Quando mi incitano a farlo mi guardano negli occhi e mi dicono frasi che non credono  a riguardo alle mie capacità e possibilità di risultato.
Io li stoppo e dico loro che in cinque anni di sito e di denuncia non li ho mai visti, non ho mai visto un solo euro loro da portare agli avvocati miei.
Quando tentano, al bar o in strada, di trasmettermi il loro finto disgusto per qualcosa che apparentemente li danneggia od infestidisce, chiedo loro quanto tempo e quanti soldi siano disposti a sacrificare per tentare di risolvere questo problema flash.
Si, cosa sei disposto a fare:organizziamo assieme un banchetto informativo, una manifestazione di protesta, un the di beneficenza;io ci sono, e tu?
Spariscono in un lampo ed un lampo, un'altro, illumina il loro volto:forse Marco Ballestra é meno scemo di quello che l'avevamo giudicato.Forse.

Vi invito a leggere le riflessioni di Paolo Franceschetti, un uomo che stimo;purtroppo con le mie esperienze recenti le comprendo con estrema facilità.
Qualcuno di quei vicini/lontani che ho sfiorato in questi ultimi cinque anni, forse, potrà riflettere.
Marco
Il prezzo del cambiamento (lettera aperta di Paolo Franceschetti a David Gramiccioli)
 
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